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E’ arrivato il momento

E’ arrivato finalmente, almeno per me, il momento di spostarmi sul mio nuovo dominio www.danieletrombetti.it Seguitemi, cambiate il blogroll, twittate a tutti l’indirizzo della mia nuova casa, condividete a tutti su facebook la novità. Un suicidio per i SEO ma finalmente anche io ho uno spazio tutto mio con il mio nome.

Questo posto resterà fino a fine anno poi insieme accenderemo un grande falò. Grazie

 
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Pubblicato da su 13 agosto 2011 in discorsi meno seri

 

20 cose per cui vale la pena di vivere

Dai social network si imparano tante di quelle cose che neanche potete immaginare. Da un tweet l’altro giorno ho cercato di capire quali sono le venti cose per cui vale la pena vivere.

Non è facile, sono effettivamente troppe. Penso subito a Leo, ad Ale, poi peró mi fermo li, non trovo altre cose importanti, vitali.

Poi peró penso anche alle cose semplici, a quei gesti di tutti i giorni che faccio e se li faccio è perchè mi piace farli.

Ho aggiunto, prendere il caffè la domenica mattina da solo. Mi appoggio al piccolo tavolo della cucina e guardo fuori. Mi rilassa.

Ho inserito la corsa sfrenata fino sotto al palco dei metallica in uno dei primi concerti in italia. Posso dire io c’ero.

Ho anche aggiunto il goal di Grosso ai mondiali del 2006. Cazzata? Non lo so ma in quei undici metri c’eravamo un pochino tutti. Eravamo contenti, felici e quindi vale la pena viverlo.

Per finire ho aggiunto i miei errori. Si, gli errori commessi per poca esperienza, per distrazione, per orgoglio. Vale la pena vivere anche per quelli. Perchè da quelli che poi tutto riparte senza più paura di ripeterli.

 
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Pubblicato da su 8 agosto 2011 in discorsi meno seri

 

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Una settimana da Dio

Al settimo giorno si riposó. Io invece mi sono riposato una settimana. Fisicamente distrutto dal fatto di seguire con trecento occhi il mio piccolo guerriero, ma mentalmente quasi ripreso per affrontare nuovamente il lavoro.

Una settimana quasi terminata. Una settimana passata a dedicare il mio tempo alle cose che mi piacciono. Mia moglie e mio figlio. Sistemare le foto digitali scattate durante l’anno.

Svegliarmi la mattina presto per scattare altre foto. Camminare lentamente e dormire profondamente il primo giorno di ferie.

In tutto questo sono riuscito a montare un video di tre minuti con le immagini più belle di Leo. Mi sono divertito questa settimana. Anche se non siamo partiti, anche se non ci troviamo ai tropici, mi sono divertito e oggi ho fatto il primo bagno in “mare aperto” con Leo da soli.

Mercoledì si torna a lavoro e posso dire che già mi manca il fatto che dopo aver bevuto il suo latte, Leo mi venga a svegliare saltando sul letto, chiedendo di sentire la musica. Mi manca già il fatto di farlo addormentare il pomeriggio. Mi manca già il suo ciaooooooo ad ogni aereo che passa.

Una settimana da Dio è poco a confronto ad un anno d’inferno!

 
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Pubblicato da su 4 agosto 2011 in discorsi meno seri

 

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Quanto tempo

Un paio di orecchini a cerchio. Andavano così. Grandi, d’argento. Te l’ho dati in spiaggia il 3 agosto del 1992. Nel jukebox selezionavano sempre Liberatemi di Antonacci (che palle!)

Da quel giorno gli auguri te li ho fatti nei modi più strani e divertenti. Il mega biglietto stampato su un lenzuolo. Il cuore alto quasi un metro gonfiato a bocca (ancora barcollo), le cene a sorpresa con amici e fratelli, le 99 rose rosse…

Stasera peró mi voglio superare. Tra dieci minuti mi giro e mentre già stai dormendo, ti do un bacio. Domani mattina mi domanderai il perchè e io ti diró perchè sono 19 anni che stavo aspettando questo momento.

Auguri alla mamma, moglie, amante, amica più rompipalle che ci sia.

 
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Pubblicato da su 2 agosto 2011 in discorsi meno seri

 

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Tutti ar mare a mostrar…

Sono due domeniche che in spiaggia incontriamo marito e moglie sulla cinquantina che sicuramente sono romani, ma romani quelli da film.

Due domeniche fa, si erano piazzati sulla spiaggia con un gazebo da giardino ad uso ombrellone. “Stravaccato” lui e vestita di tutto punto lei. Mi guardavo in giro alla ricerca di una videocamera pensando ad una candid.

Ad ogni marocchino, indiano, peruviano o chi per loro, che passava con la propria mercanzia, il tizio senza muoversi dalla sua posizione da buddha, gridava:

“moroooooo, moretttoooooo, viè quà”.

Mi dicevo “non ce posso crede, diteme che è uno scherzo o un film di Verdone”.

Poi ieri il top. Noi giá in spiaggia con Leo, arrivano armati di megaombrellone e sdraio. Con voce soave e delicata si rivolgono a due loro amici:

“ahoooo ma n’hai visto che è successo a tiburtina?”

“no ch’è successo ahooo”

“‘n incendio da paura. Ce stavano i pompieri, a polizia, i carabinieri, ‘e fiamme arte du metri”

“limortacci, ma davero! Ma che ha preso foco er palazzo quello novo?”

“ehhhh, ‘n poi capì er fumo”

“ma porcamignotta! Ma er palazzo quello de fero?”

“ehhhh si, un macello”

“limortacci, ma ancora o dovevano finì”

A questo punto l’apoteosi. Il tizio si gira verso un altro ombrellone, dove sotto sostavano un balenottero e la sua signora ed esclama:

“a Cla, hai sentito che è successo a tiburtina”

“no che è successo?”

Ma come cazzo hai fatto a non sentì, stanno a strillà come matti e te non senti? Comunque, il discorso va avanti:

“è annato a foco er palazzo de ferro”

“ma quale quello novo?”

“ehhhh ha detto che le fiamme erano arte cinque metri”.

Ammazza, ho detto. Da un ombrellone ad un altro, le fiamme si sono alzate di tre metri, speriamo che non conoscono più nessuno senno succede una strage.

Dopo altri cinque sei minuti di ahoo, ehhh e mortacci, Il discorso si è concluso con un semplice ed unisono:

“ammazza ahoo ‘ncazzato er mare oggi ehhh”.

 
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Pubblicato da su 25 luglio 2011 in discorsi meno seri

 

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Guardare per capire

“Il futuro si legge nelle strade, nelle fabbriche e nelle caserme molto più chiaramente che sulle pagine dei giornali.”

Quando leggo un libro è raro che poi lo possa rileggere. Se il libro non mi piace é logico non riaprirlo. Se invece mi ha colpito, non lo apriró più perchè ho paura che una seconda volta mi possa deludere.

C’è poi una terza categoria di libri. Quelli che mi hanno segnato perchè io ho segnato loro. Quei libri che sono fatti di tante piccole frasi che messe insieme formano il romanzo, ma che da sole ti riempono la mente.

La frase che apre il post è tratta da l’ombra del vento di Zafon. Non leggo i giornali da una vita e non guardo la tv da due anni, peró mi accorgo di come va il mondo guardandomi attorno.

La verità distorta dai giornalisti non è quella che si vive nei bar, sul posto di lavoro o nel treno.

 
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Pubblicato da su 24 luglio 2011 in discorsi meno seri

 

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C’ho er blocco

Mi ero ripromesso di scrivere ogni giorno. Trecentosessantacinque post per il primo anno di blog. Che ci vuole? Basta mettersi con il cellulare in mano, perchè questo blog è scritto tutto dal mio cellulare, pensare a qualcosa che è successo nella giornata e poi tutto fila liscio.

Poi mi sono concesso il riposo del fine settimana, niente post il sabato e la domenica, anche se qualche volta è anche capitato di scrivere e scrivere anche cose che mi sono piaciute.

Poi dal fine settimana, si è passati al fine settimana lungo, con un doppio carpiato dal venerdì al lunedì con qualche difficoltà. Insomma in certi momenti c’ho il blocco.

Adesso devo capire se è per stanchezza o perchè la routine mi sta uccidendo.

 
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Pubblicato da su 18 luglio 2011 in discorsi meno seri

 

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